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문법화 이론을 통한 이중 접어화 현상의 재해석

Nuova interpretazione del fenomeno della doppia cliticizzazione secondo la teoria della grammaticalizzazione.

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주제분류인지과학

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Alla fine degli anni Settanta, nel quadro teorico della Grammatica Generativa (cfr. Rizzi 1976, 1978), furono presentati e discussi alcuni fatti della sintassi dell'italiano (la salita del pronome clitico, il cambio di ausiliare, la possibilità dell'oggetto di essere spostato nella posizione del soggetto con il 'si impersonale'), che si verificano con tre classi di verbi (modali, aspettuali, di moto) seguiti da complemento frasale all'infinito. Tali fatti erano del tutto inattesi, data la supposta struttura bifrasale (infinito a controllo o a sollevamento) in cui erano osservati. Nella sua analisi Rizzi propose che nella sintassi italiana vi fosse una regola di 'ristrutturazione', in virtù della quale una struttura bifrasale potesse trasformarsi in una struttura monofrasale (e per questo consentire i fatti sopra citati). Il fenomeno della ristrutturazione è stato affrontato su nuove basi in alcuni recenti lavori di Cinque(2001, 2002, 2003 e 2004). Punto di partenza della sua analisi è un altro lavoro di qualche anno prima (Cinque 1999), nel quale, dopo il vaglio accurato di una gran quantità di dati ricavati da molte lingue tra loro non apparentate, si propone che la frase sia strutturata, in tutte le lingue, secondo una gerarchia universale delle proiezioni funzionali, rigidamente ordinate tra loro. Di diversa opinione sono invece Cardinaletti-Shlonsky(2004: p. 520) e (2004a, §2.3), i quali, pur condividendo l'idea di ristrutturazione di Cinque(2004), ammettono la possibilità che uno stesso verbo possa essere generato in V o in F, possa cioè avere un uso lessicale e uno funzionale. Nel loro uso funzionale questi verbi formano un unico complesso verbale con il verbo che segue, sono cioè verbi a ristrutturazione, generati in una delle teste funzionali della frase. Ma dal mio punto di vista la facoltatività della risalita è interpretabile (cf. Giacalone Ramat 1995) come un indizio del fatto che la grammaticalizzazione non è completata. Ciò è interessante in una prospettiva che riguarda il grado di grammaticalizzazione del costrutto, visto che la possibilità di risalita è considerata un criterio formale di perifrasticità (cf. Squartini 1998). Anche se facoltativa, si vede - particolarmente nella lingua parlata - una chiara tendenza alla risalita del clitico, cioè, nel parlato la risalita non è solo una possibilità, ma quasi sempre la soluzione scelta. Questo fatto lo interpreterei come segno di una crescente grammaticalizzazione e di un avvicinamento di aluni verbi allo status dei veri ausiliari. Come materiale empirico ad illustrare questa osservazione, mi sono basato sui dati del corpus di lingua parlata del Lessico di frequenza dell'italiano parlato(LIP), che rappresenta variabilità diatopica e diastratica.

Abstract

Alla fine degli anni Settanta, nel quadro teorico della Grammatica Generativa (cfr. Rizzi 1976, 1978), furono presentati e discussi alcuni fatti della sintassi dell'italiano (la salita del pronome clitico, il cambio di ausiliare, la possibilità dell'oggetto di essere spostato nella posizione del soggetto con il 'si impersonale'), che si verificano con tre classi di verbi (modali, aspettuali, di moto) seguiti da complemento frasale all'infinito. Tali fatti erano del tutto inattesi, data la supposta struttura bifrasale (infinito a controllo o a sollevamento) in cui erano osservati. Nella sua analisi Rizzi propose che nella sintassi italiana vi fosse una regola di 'ristrutturazione', in virtù della quale una struttura bifrasale potesse trasformarsi in una struttura monofrasale (e per questo consentire i fatti sopra citati). Il fenomeno della ristrutturazione è stato affrontato su nuove basi in alcuni recenti lavori di Cinque(2001, 2002, 2003 e 2004). Punto di partenza della sua analisi è un altro lavoro di qualche anno prima (Cinque 1999), nel quale, dopo il vaglio accurato di una gran quantità di dati ricavati da molte lingue tra loro non apparentate, si propone che la frase sia strutturata, in tutte le lingue, secondo una gerarchia universale delle proiezioni funzionali, rigidamente ordinate tra loro. Di diversa opinione sono invece Cardinaletti-Shlonsky(2004: p. 520) e (2004a, §2.3), i quali, pur condividendo l'idea di ristrutturazione di Cinque(2004), ammettono la possibilità che uno stesso verbo possa essere generato in V o in F, possa cioè avere un uso lessicale e uno funzionale. Nel loro uso funzionale questi verbi formano un unico complesso verbale con il verbo che segue, sono cioè verbi a ristrutturazione, generati in una delle teste funzionali della frase. Ma dal mio punto di vista la facoltatività della risalita è interpretabile (cf. Giacalone Ramat 1995) come un indizio del fatto che la grammaticalizzazione non è completata. Ciò è interessante in una prospettiva che riguarda il grado di grammaticalizzazione del costrutto, visto che la possibilità di risalita è considerata un criterio formale di perifrasticità (cf. Squartini 1998). Anche se facoltativa, si vede - particolarmente nella lingua parlata - una chiara tendenza alla risalita del clitico, cioè, nel parlato la risalita non è solo una possibilità, ma quasi sempre la soluzione scelta. Questo fatto lo interpreterei come segno di una crescente grammaticalizzazione e di un avvicinamento di aluni verbi allo status dei veri ausiliari. Come materiale empirico ad illustrare questa osservazione, mi sono basato sui dati del corpus di lingua parlata del Lessico di frequenza dell'italiano parlato(LIP), che rappresenta variabilità diatopica e diastratica.

참고문헌 (15)

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  15. 윤종태, "이태리어 접어대명사에 관한 연구", 석사, pp.1993

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