본문 바로가기
KERD
논문KCI 등재

미궁에 도전하는 글쓰기-이탈로 칼비노의 보이지 않는 도시들을 중심으로-

La scrittura come sfida al labirinto in Le città invisibili di Italo Calvino

0

조회

0

다운로드

3

인용

0

참고문헌

키워드

주제분류인지과학

초록

Lo scopo di questo studio è di analizzare la struttura e l’impostazione narrativa di 『Le città invisibili』 di Italo Calvino. Calvino ha cercato di cogliere la realtà che cambia continuamente nel tempo. Il passaggio ad una società post-capitalistica ha paralizzato la coscienza degli uomini e ha eliminato lo spazio in cui gli uomini possono agire come soggetti della storia e della società. Questa realtà post-capitalistica Calvino l’ha interpretata come ‘labirinto’ e sostiene che quel che la letteratura può fare è definire l’atteggiamento migliore per trovare la via d’uscita, anche se questa via d’uscita non sarà altro che il passaggio da un labirinto all’altro. Questo atteggiamento è alla luce di quanto Calvino scrive in 『Le città invisibili』. La struttura dell’opera è costruita come un labrinto, o una rete infinita in cui ogni punto può stringere relazioni traversalmente con qualsiasi altro e la serie delle connessioni può continuare illimitatamente. Il romanzo è una cornice narrativa, consiste in una cornice in corsivo che contiene il dialogo fra Marco Polo e l’imperatore Kublai Kan, e una narrazione in tondo che comprende 55 descrizioni di città. In questa cornice si ripropone il problema del rapporto tra il linguaggio e la realtà, la letteratura e la realtà, perciò questo romanzo può essere classificato il romanzo autoriflessivo e metanarrativo. Quest’opera può sembrare composta da una serie di brevi descrizioni di città ipotetiche, che non corrispondono in nessun modo alle città nella realtà. Calvino distingue tra due tipi di città, quella utopia e quella infernale, ma nessuna dei due non può essere raggiunta con successo. È la città ideale ad essere invisibile nel testo di Calvino, nascosta all’interno della città che rende felice gl’individui. Calvino, attraverso le città immaginarie, tenta di mostrarci un modo con il quale si può trovare l’uscita dal labirinto.

Abstract

Lo scopo di questo studio è di analizzare la struttura e l’impostazione narrativa di 『Le città invisibili』 di Italo Calvino. Calvino ha cercato di cogliere la realtà che cambia continuamente nel tempo. Il passaggio ad una società post-capitalistica ha paralizzato la coscienza degli uomini e ha eliminato lo spazio in cui gli uomini possono agire come soggetti della storia e della società. Questa realtà post-capitalistica Calvino l’ha interpretata come ‘labirinto’ e sostiene che quel che la letteratura può fare è definire l’atteggiamento migliore per trovare la via d’uscita, anche se questa via d’uscita non sarà altro che il passaggio da un labirinto all’altro. Questo atteggiamento è alla luce di quanto Calvino scrive in 『Le città invisibili』. La struttura dell’opera è costruita come un labrinto, o una rete infinita in cui ogni punto può stringere relazioni traversalmente con qualsiasi altro e la serie delle connessioni può continuare illimitatamente. Il romanzo è una cornice narrativa, consiste in una cornice in corsivo che contiene il dialogo fra Marco Polo e l’imperatore Kublai Kan, e una narrazione in tondo che comprende 55 descrizioni di città. In questa cornice si ripropone il problema del rapporto tra il linguaggio e la realtà, la letteratura e la realtà, perciò questo romanzo può essere classificato il romanzo autoriflessivo e metanarrativo. Quest’opera può sembrare composta da una serie di brevi descrizioni di città ipotetiche, che non corrispondono in nessun modo alle città nella realtà. Calvino distingue tra due tipi di città, quella utopia e quella infernale, ma nessuna dei due non può essere raggiunta con successo. È la città ideale ad essere invisibile nel testo di Calvino, nascosta all’interno della città che rende felice gl’individui. Calvino, attraverso le città immaginarie, tenta di mostrarci un modo con il quale si può trovare l’uscita dal labirinto.

참고문헌 (24)

  1. Calvino, Italo, "Romanzi e racconti" (2012), Arnaldo Mondadori
  2. Calvino, Italo, "Mondo scritto e mondo non scritto", pp.138~ (2002), Arnaldo Mondadori
  3. Calvino, Italo, "Una pietra sopra" (1980), Einaudi
  4. Avanzi, Rossana, "Alla ricerca del testo perduto" (2002), Mimesis Edizioni
  5. Barenghi, Mario, "Calvino" (2002), Mondadori
  6. Bonura, Giuseppe, "Invito alla lettura di Italo Calvino" (1992), Mursia
  7. Calcaterra, Domenico, "Il secondo Calvino" (2014), Mimesis Edizioni
  8. Capozzi, Rocco, "Tra Eco e Calvino" (2013), Encyclo Media
  9. Eco, Umberto, "장미의 이름 작가노트", pp.2009~ (2009), 열린책들
  10. Mengaldo, Piero Vincenzo, "La tradizione del Novecento" (1975), Feltrinelli
  11. Milanini, Claudio, "L’utopia discontinua" (1990), Garzanti
  12. Montale, Eugenio, "Mottetti" (1980), Il saggiatore
  13. Musarra-Schroeder, Ulla, "Il labirinto e la rete" (1996), Bulzoni
  14. Muzzioli, Francesco, "Polvere di utopia", Nuova Corrente, (99) (1987)
  15. Napoletano, Francesca Bernardini, "I segni nuovi di Italo Calvino da Le Cosmicomiche a le città invisibili" (1977), Bulzoni
  16. "Semantica ed estetica del labirinto"[URL]
  17. 김욱동, "포스트모더니즘" (2008), 연세대학교 출판부
  18. 로널드 보그, "들뢰즈와 가타리" (1995), 중원문화
  19. 배식한, "인터넷, 하이퍼텍스트, 그리고 책의 종말" (2000), 책세상
  20. 이윤희, "Italo Calvino의 도시들을 통해 살펴본 유토피아관 : Marcovaldo ovvero Le stagioni in città와 Le città invisibili 중심으로", 석사, 이태리어, pp.2000
  21. 이현경, "이탈로 칼비노의 환상과 하이퍼의 문학 : 주요 소설 연구", 박사, 비교문학, pp.2011
  22. 임철규, "왜 유토피아인가" (2009), 한길사
  23. 패트리샤 워, "메타픽션" (1989), 열음사
  24. 윤혜준, "내러티브" (2013), 서울대학교출판문화원

관련 논문AI추천

이 간행물의 다른 논문 (15건)