'신곡'의 번역에 대하여
Tradurre la divina commedia
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초록
La divina commedia è uno dei testi più tradotti in diverse lingue del mondo, ma è anche uno dei più difficili da tradurre, come Dante stesso sottolineava nel Convivio che non è possibile tradurre la poesia, "cosa per legame musaico armonizzata" in un'altra lingua "senza rompere tutta la sua dolcezza e armonia". Anche in coreano ci sono più di una ventina di traduzioni, ma quasi tutte sono immerse nel trasmettere solo il contenuto narrativo del poema dantesco, senza prendere in considerazione la sua forma poetica, tanto che possono sembrare traduzioni in prosa, se si mettono in una linea le parole trascurando le divisioni in versi. Ma benché non sia possibile rispettare fedelmente i suoi tratti formali, come terza rima e versi endecasillabi, sarà possibile trasmettere almeno in parte la sua bellezza poetica anche in coreano. La cosa più evidente e chiaro sarebbe mantenere un determinato numero di sillabe in un verso in modo che possa darci un po' di musicalità. Non è necessario mantenere l'endecasillabo, anzi si potrebbe utilizzare la nostra tradizione poetica, per esempio lo schema della poesia folcloristico o del Sijo(시조), forma più tipica della poesia coreana, il cui verso è costituito di 14-16 sillabe con il suo proprio ritmo. In ogni modo bisognerebbe cercare di tradurre anche la forma poetica, e così facendo il poema dantesco potrà arricchirsi di nuovi sensi inaspettati attraverso l'incontro con la poesia coreana.
Abstract
La divina commedia è uno dei testi più tradotti in diverse lingue del mondo, ma è anche uno dei più difficili da tradurre, come Dante stesso sottolineava nel Convivio che non è possibile tradurre la poesia, "cosa per legame musaico armonizzata" in un'altra lingua "senza rompere tutta la sua dolcezza e armonia". Anche in coreano ci sono più di una ventina di traduzioni, ma quasi tutte sono immerse nel trasmettere solo il contenuto narrativo del poema dantesco, senza prendere in considerazione la sua forma poetica, tanto che possono sembrare traduzioni in prosa, se si mettono in una linea le parole trascurando le divisioni in versi. Ma benché non sia possibile rispettare fedelmente i suoi tratti formali, come terza rima e versi endecasillabi, sarà possibile trasmettere almeno in parte la sua bellezza poetica anche in coreano. La cosa più evidente e chiaro sarebbe mantenere un determinato numero di sillabe in un verso in modo che possa darci un po' di musicalità. Non è necessario mantenere l'endecasillabo, anzi si potrebbe utilizzare la nostra tradizione poetica, per esempio lo schema della poesia folcloristico o del Sijo(시조), forma più tipica della poesia coreana, il cui verso è costituito di 14-16 sillabe con il suo proprio ritmo. In ogni modo bisognerebbe cercare di tradurre anche la forma poetica, e così facendo il poema dantesco potrà arricchirsi di nuovi sensi inaspettati attraverso l'incontro con la poesia coreana.
참고문헌 (16)
- Alighieri, Dante, "La divina commedia, vol. 3" (1991), La Nuova Italia
- Alighieri,Dante.La divina commedia, "La divina commedia" (1979), Ulrico Hoepli
- Alighieri, Dante, "Convivio. vol. 1, capitolo 7", pp.14~15
- Dorothy Leigh Sayers, "영어 번역본, The Divine Comedy" (1949), Penguin Classics
- 김운찬, "한국어 번역본. 신곡" (2007), 열린책들
- Eco,Umberto, "Lector in fabula" (1979), Bompiani
- Eco,Umberto, "Sugli specchi e altri saggi" (1985), Bompiani
- Eco,Umberto, "I limiti dell´interpretazione" (1990), Bompiani
- Eco, Umberto, "Riflessioni teoricc-pratiche sulla traduzione" (1995), Siri
- Eco, Umberto, "Experiences in Translation" (2001), University of Toronto Press
- Eco,Umberto, "Sulla letteratura" (2002), Bompiani
- Eco,Umberto, "Dire quasi la stessa cosa" (2003), Bompiani
- Nergard, Siri, "Teorie contemporanee della traduzione" (1995), Bompiani
- Venuti, Laurence, "The Scandals of Translation. Towards an Ethics of Difference" (1998), Routledge
- 김운찬, "신곡 읽기의 즐거움. 저승에서 이승을 바라보다" (2005), 살림
- 이마미치 도모노부, "ダンテ 神曲 講義" (2004), みすず書房
