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Italo Svevo tra letteratura e psicanalisi

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주제분류인지과학

초록

Quando si accosta all'opera di Svevo, e in particolare alla 『Coscienza di Zeno』, non può sottrarsi alla reflessione sul rapporto dello scrittore con la psicanalisi. Il problema, già di per sé complesso si complica ancor più nel momento in cui s'intenda affrontare in via preliminare un'altra difficile questione, ossia quella della possibilità stessa dell'applicabilità delle metodiche psicalitiche all'analisi di un testo letterario. Il approcio vuole tenere conto dei reali rapperti di Svevo con la psicanalisi (pre-freudiana e freudiana), cercando di verificare la reazione dello scrittore alle sollecitazioni provenienti dal nuovo universo scientifico riguardante lo studio dell'inconoscio. Si cerca di ricavare le impressioni dai documenti e dagli elementi scaturenti dal testo. La confessione, presente anche nel 『Profilo autobiografico』, fa pensare allo stesso Svevo. Se è così, in essa possiamo già cogliere tutta l'ionia di chi sa che quella cura, oltre che non importarli niente, è in perfetta contraddizione della psicanalisi gli è necessaria per attuare l'esigenza fondamentale di risolvere un problema strettamente letterario. I sogni di Zeno non sono addomesticabili, a differenza di quanto crede Freud per i sogniinseriti nelle opere letterarie, Quelli di Zeno non hanno nessu elemento che sia riconducibile ad un significato inequivoco e sia garantito dall'insieme del testo. Essi sono un ulteriore conferma della meravigliosa intelligenza narrativa di Svevo che al momento di allestire il suo personalissimo teatro dell'inconoscio, non è caduto nel tranello di dissemnare lungo l'itinerario di Zeno una serie di specchi da riempire con immagini freudaine e feudianamente traducibili. Ha imparato altro, e i sogni della 『Coscienza di Zeno』 non possono essere utilizzati per catturare un personaggio evasivo e costringerlo a una identità perentoria e univoca.

Abstract

Quando si accosta all'opera di Svevo, e in particolare alla 『Coscienza di Zeno』, non può sottrarsi alla reflessione sul rapporto dello scrittore con la psicanalisi. Il problema, già di per sé complesso si complica ancor più nel momento in cui s'intenda affrontare in via preliminare un'altra difficile questione, ossia quella della possibilità stessa dell'applicabilità delle metodiche psicalitiche all'analisi di un testo letterario. Il approcio vuole tenere conto dei reali rapperti di Svevo con la psicanalisi (pre-freudiana e freudiana), cercando di verificare la reazione dello scrittore alle sollecitazioni provenienti dal nuovo universo scientifico riguardante lo studio dell'inconoscio. Si cerca di ricavare le impressioni dai documenti e dagli elementi scaturenti dal testo. La confessione, presente anche nel 『Profilo autobiografico』, fa pensare allo stesso Svevo. Se è così, in essa possiamo già cogliere tutta l'ionia di chi sa che quella cura, oltre che non importarli niente, è in perfetta contraddizione della psicanalisi gli è necessaria per attuare l'esigenza fondamentale di risolvere un problema strettamente letterario. I sogni di Zeno non sono addomesticabili, a differenza di quanto crede Freud per i sogniinseriti nelle opere letterarie, Quelli di Zeno non hanno nessu elemento che sia riconducibile ad un significato inequivoco e sia garantito dall'insieme del testo. Essi sono un ulteriore conferma della meravigliosa intelligenza narrativa di Svevo che al momento di allestire il suo personalissimo teatro dell'inconoscio, non è caduto nel tranello di dissemnare lungo l'itinerario di Zeno una serie di specchi da riempire con immagini freudaine e feudianamente traducibili. Ha imparato altro, e i sogni della 『Coscienza di Zeno』 non possono essere utilizzati per catturare un personaggio evasivo e costringerlo a una identità perentoria e univoca.

참고문헌 (7)

  1. B.Maier, "(a cura di)Opera Omnia di Italo Svevo" (1968), Dall'Oglio
  2. Briosi S, "Il sogno raccontato da Svevo", Allegoria, (13) (1993)
  3. David M, "La psicanalisi nella cultura contemporanea" (1970), Boringhieri
  4. Fusco M, ""Italo Svevo e la psicanalisi" in Il caso Svevo." (1976), Palumbo
  5. Giuseppe Genco, "Italo Svevo. Tra pscicoanalisi e letteratura" (1998), Alfredo Guida Editore
  6. Lavagetto M, ",L'impiegato Schmitz e altri saggi" (1986), Einaudi
  7. Orlando F, "Per una teoria freudiana della letteratura" (1973), Einaudi

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