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"향연"과 단테의 문학적 노정

Convivio e l'itinerario letterario di Dante

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초록

Il Convivio di Dante si colloca in mezzo tra Vita nuova e Commedia come un'importante tappa media nel suo sviluppo letterario. È la prima opera dopo l'esilio in cui il poeta coglie l'occasione di esprimere gli esiti dei suoi vasti studi sui diversi temi di filosofia, etica, politica, metafisica, ecc. Lasciata però incompiuta al quarto trattato sembra che sia stata l'opera meno letta e fuori dall'attenzione dei critici rispetto alle altre opere. Non è chiarita la ragione dell'interruzione, ma può darsi che coll'incominciamento del gran poema Commedia Dante avesse pensato che sarebbe stato inutile continuarla per la limitazione posta dalla sua forma discorsiva. Infatti Dante voleva metterci tutte le sue conoscenze accumulate dedicandosi diligentemente agli studi filosofici per dimenticare il dolore casusato dalla morte di Beatrice, e in conseguenza i suoi 'trattati' risultano piuttosto pesanti e prolissi nel monotono sfoggio enciclopedico di erudizione, e il banchetto di sapere fa fatica ad attirare l'attenzione dei lettori. Così il Convivio finiva per diventare un progetto troppo ambizioso che non era facile realizzarsi pienamente in una singola opera. Ma da un'altra parte ha gettato le fondamenta di uno sviluppo futuro, e in effetti quasi tutti i suoi temi erano poi utilizzati nelle opere successive dalla Commedia, a De vulgari eloquenza e a De monarchia. Specialmente la Commedia riprende e ripete nella sua forma più organica e coerente tante cose che Dante voleva scrivere nel Convivio. Anche le due opere in latino, si potrebbe dire, sono continuazioni delle idee già sviluppate nei suoi trattati. In breve la vera importanza del Convivio sembra trovarsi non tanto nei suoi valori di sé stesso come un'opera indipendente, quanto nei rapporti con altre opere che insieme costituiscono il percorso evolutivo del poeta.

Abstract

Il Convivio di Dante si colloca in mezzo tra Vita nuova e Commedia come un'importante tappa media nel suo sviluppo letterario. È la prima opera dopo l'esilio in cui il poeta coglie l'occasione di esprimere gli esiti dei suoi vasti studi sui diversi temi di filosofia, etica, politica, metafisica, ecc. Lasciata però incompiuta al quarto trattato sembra che sia stata l'opera meno letta e fuori dall'attenzione dei critici rispetto alle altre opere. Non è chiarita la ragione dell'interruzione, ma può darsi che coll'incominciamento del gran poema Commedia Dante avesse pensato che sarebbe stato inutile continuarla per la limitazione posta dalla sua forma discorsiva. Infatti Dante voleva metterci tutte le sue conoscenze accumulate dedicandosi diligentemente agli studi filosofici per dimenticare il dolore casusato dalla morte di Beatrice, e in conseguenza i suoi 'trattati' risultano piuttosto pesanti e prolissi nel monotono sfoggio enciclopedico di erudizione, e il banchetto di sapere fa fatica ad attirare l'attenzione dei lettori. Così il Convivio finiva per diventare un progetto troppo ambizioso che non era facile realizzarsi pienamente in una singola opera. Ma da un'altra parte ha gettato le fondamenta di uno sviluppo futuro, e in effetti quasi tutti i suoi temi erano poi utilizzati nelle opere successive dalla Commedia, a De vulgari eloquenza e a De monarchia. Specialmente la Commedia riprende e ripete nella sua forma più organica e coerente tante cose che Dante voleva scrivere nel Convivio. Anche le due opere in latino, si potrebbe dire, sono continuazioni delle idee già sviluppate nei suoi trattati. In breve la vera importanza del Convivio sembra trovarsi non tanto nei suoi valori di sé stesso come un'opera indipendente, quanto nei rapporti con altre opere che insieme costituiscono il percorso evolutivo del poeta.

참고문헌 (14)

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  14. 김운찬, "단테의 <향연>과 속어개념", 외국문학연구, (28), pp.74~94 (2007), 외국문학연구소

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