La comprensione della Chiesa, come sacramento di comunione con Dio e tra gli uomini in riferimento alla “LUMEN GENTIUM” n.1
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초록
Secondo l’insegnamento del Concilio Vaticano Ⅱ, si può riconoscere nella comunione l’essenza della Chiesa. Nel contesto del primo capitolo della LUMEN GENTIUM, si può vedere il mistero della Chiesa posto all’interno di due grandi temi: il mistero della Trinità (nn.2-4) e il mistero di Cristo (nn.7-8). Con il mistero della Trinità, si può capire l’origine della Chiesa e ciò che essa è e deve essere. Questo si può chiamare ‘Ecclesia de Trinitate’. Cioè, la Chiesa parte dall’unità della Trinità e deve essere e vivere in questa unità. Con il mistero di Cristo si può trovare che il rapporto tra la Chiesa e Cristo è di distinzione ma anche di inseparabilità e che l’uno è per l’altro reciprocamente. Prima di tutto, ogni comunione ha la sua origine nella comunione tra le tre persone della Trinità e nel centro di questa comunione c’è l’amore supremo con il quale ogni persona divina dona se stessa alle altre. Questa comunione dell’amore di Dio non rimane solo nella Trinità, ma chiama tutti gli uomini alla comunione con Dio stesso. Nello Spirito Santo, mediante Cristo, coloro che rispondono all’invito accedono al Padre e, partecipando così alla comunione con Dio-Trinità, formano la Chiesa‐comunione. La Chiesa, anche celebrando il mistero di Cristo incarnato, morto, risorto e che ha donato se stesso come pane per tutti gli uomini, è invitata alla comunione con Cristo come ‘corpo di Cristo’ e ‘sposa dello Sposo-Cristo’ e a realizzare l’unità tra gli uomini. Così la Chiesa, realizzando in questo modo la comunione con Dio e tra gli uomini, può e deve essere sacramento di questa comunione (cfr. n.1). Possiamo dire che questo è anche coerente con l’insegnamento contenuto nelle riflessioni dei padri conciliari sulla Chiesa. Si comprende dunque come l’espressione contenuta in LG n.1, per la quale la Chiesa è sacramento, cioè segno e strumento, della comunione con Dio e tra gli uomini, sia fondamentale per comprendere il significato dell’intero primo capitolo della costituzione dogmatica sulla Chiesa. La risposta a questo grande invito alla comunione non è compiuta una volta per sempre. Dunque, la Chiesa, fondata sulla comunione d’amore della Trinità, che diventa principio soprannaturale e concreto di tutta la sua vita, è considerata come sacramento, cioè segno e strumento della comunione con Dio e tra gli uomini (cfr. LG n.1) per la salvezza del mondo fino alla realizzazione perfetta della comunione celeste nella Trinità.
Abstract
Secondo l’insegnamento del Concilio Vaticano Ⅱ, si può riconoscere nella comunione l’essenza della Chiesa. Nel contesto del primo capitolo della LUMEN GENTIUM, si può vedere il mistero della Chiesa posto all’interno di due grandi temi: il mistero della Trinità (nn.2-4) e il mistero di Cristo (nn.7-8). Con il mistero della Trinità, si può capire l’origine della Chiesa e ciò che essa è e deve essere. Questo si può chiamare ‘Ecclesia de Trinitate’. Cioè, la Chiesa parte dall’unità della Trinità e deve essere e vivere in questa unità. Con il mistero di Cristo si può trovare che il rapporto tra la Chiesa e Cristo è di distinzione ma anche di inseparabilità e che l’uno è per l’altro reciprocamente. Prima di tutto, ogni comunione ha la sua origine nella comunione tra le tre persone della Trinità e nel centro di questa comunione c’è l’amore supremo con il quale ogni persona divina dona se stessa alle altre. Questa comunione dell’amore di Dio non rimane solo nella Trinità, ma chiama tutti gli uomini alla comunione con Dio stesso. Nello Spirito Santo, mediante Cristo, coloro che rispondono all’invito accedono al Padre e, partecipando così alla comunione con Dio-Trinità, formano la Chiesa‐comunione. La Chiesa, anche celebrando il mistero di Cristo incarnato, morto, risorto e che ha donato se stesso come pane per tutti gli uomini, è invitata alla comunione con Cristo come ‘corpo di Cristo’ e ‘sposa dello Sposo-Cristo’ e a realizzare l’unità tra gli uomini. Così la Chiesa, realizzando in questo modo la comunione con Dio e tra gli uomini, può e deve essere sacramento di questa comunione (cfr. n.1). Possiamo dire che questo è anche coerente con l’insegnamento contenuto nelle riflessioni dei padri conciliari sulla Chiesa. Si comprende dunque come l’espressione contenuta in LG n.1, per la quale la Chiesa è sacramento, cioè segno e strumento, della comunione con Dio e tra gli uomini, sia fondamentale per comprendere il significato dell’intero primo capitolo della costituzione dogmatica sulla Chiesa. La risposta a questo grande invito alla comunione non è compiuta una volta per sempre. Dunque, la Chiesa, fondata sulla comunione d’amore della Trinità, che diventa principio soprannaturale e concreto di tutta la sua vita, è considerata come sacramento, cioè segno e strumento della comunione con Dio e tra gli uomini (cfr. LG n.1) per la salvezza del mondo fino alla realizzazione perfetta della comunione celeste nella Trinità.
